Solo tre passi credo ch'i' scendesse,
e fui di sotto, e vidi un che mirava
pur me, come conoscer mi volesse.
e fui di sotto, e vidi un che mirava
pur me, come conoscer mi volesse.
Dante - La Divina Commedia
Tant' e del seme suo minor la pianta,
quanto, piu che Beatrice e Margherita,
Costanza di marito ancor si vanta.
Vedete il re de la semplice vita
seder la solo, Arrigo d'Inghilterra:
questi ha ne' rami suoi migliore uscita.
Quel che piu basso tra costor s'atterra,
guardando in suso, e Guiglielmo marchese,
per cui e Alessandria e la sua guerra
fa pianger Monferrato e Canavese>>.
Purgatorio ? Canto VIII
Era gia l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core
lo di c'han detto ai dolci amici addio;
e che lo novo peregrin d'amore
punge, se ode squilla di lontano
che paia il giorno pianger che si more;
quand' io incominciai a render vano
l'udire e a mirare una de l'alme
surta, che l'ascoltar chiedea con mano.
Ella giunse e levo ambo le palme,
ficcando li occhi verso l'oriente,
come dicesse a Dio: 'D'altro non calme'.
'Te lucis ante' si devotamente
le uscio di bocca e con si dolci note,
che fece me a me uscir di mente;
e l'altre poi dolcemente e devote
seguitar lei per tutto l'inno intero,
avendo li occhi a le superne rote.
Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero,
che 'l velo e ora ben tanto sottile,
certo che 'l trapassar dentro e leggero.
Io vidi quello essercito gentile
tacito poscia riguardare in sue,
quasi aspettando, palido e umile;
e vidi uscir de l'alto e scender giue
due angeli con due spade affocate,
tronche e private de le punte sue.
Verdi come fogliette pur mo nate
erano in veste, che da verdi penne
percosse traean dietro e ventilate.
L'un poco sovra noi a star si venne,
e l'altro scese in l'opposita sponda,
si che la gente in mezzo si contenne.
Ben discernea in lor la testa bionda;
ma ne la faccia l'occhio si smarria,
come virtu ch'a troppo si confonda.
<<Ambo vegnon del grembo di Maria>>,
disse Sordello, <<a guardia de la valle,
per lo serpente che verra vie via>>.
Ond' io, che non sapeva per qual calle,
mi volsi intorno, e stretto m'accostai,
tutto gelato, a le fidate spalle.
E Sordello anco: <<Or avvalliamo omai
tra le grandi ombre, e parleremo ad esse;
grazioso fia lor vedervi assai>>.
Solo tre passi credo ch'i' scendesse,
e fui di sotto, e vidi un che mirava
pur me, come conoscer mi volesse.
Temp' era gia che l'aere s'annerava,
ma non si che tra li occhi suoi e ' miei
non dichiarisse cio che pria serrava.
Ver' me si fece, e io ver' lui mi fei:
giudice Nin gentil, quanto mi piacque
quando ti vidi non esser tra ' rei!
Nullo bel salutar tra noi si tacque;
poi dimando: <<Quant' e che tu venisti
a pie del monte per le lontane acque? >>.
<<Oh! >>, diss' io lui, <<per entro i luoghi tristi
venni stamane, e sono in prima vita,
ancor che l'altra, si andando, acquisti>>.
E come fu la mia risposta udita,
Sordello ed elli in dietro si raccolse
come gente di subito smarrita.
L'uno a Virgilio e l'altro a un si volse
che sedea li, gridando: <<Su, Currado!
vieni a veder che Dio per grazia volse>>.
Poi, volto a me: <<Per quel singular grado
che tu dei a colui che si nasconde
lo suo primo perche, che non li e guado,
quando sarai di la da le larghe onde,
di a Giovanna mia che per me chiami
la dove a li 'nnocenti si risponde.
Non credo che la sua madre piu m'ami,
poscia che trasmuto le bianche bende,
le quai convien che, misera! , ancor brami.
Per lei assai di lieve si comprende
quanto in femmina foco d'amor dura,
se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.
Non le fara si bella sepultura
la vipera che Melanesi accampa,
com' avria fatto il gallo di Gallura>>.
Cosi dicea, segnato de la stampa,
nel suo aspetto, di quel dritto zelo
che misuratamente in core avvampa.