Da la sua sponda, ove confina il vano,
al pie de l'alta ripa che pur sale,
misurrebbe in tre volte un corpo umano;
e quanto l'occhio mio potea trar d'ale,
or dal sinistro e or dal destro fianco,
questa cornice mi parea cotale.
al pie de l'alta ripa che pur sale,
misurrebbe in tre volte un corpo umano;
e quanto l'occhio mio potea trar d'ale,
or dal sinistro e or dal destro fianco,
questa cornice mi parea cotale.
Dante - La Divina Commedia
Sette P ne la fronte mi descrisse
col punton de la spada, e <<Fa che lavi,
quando se' dentro, queste piaghe>> disse.
Cenere, o terra che secca si cavi,
d'un color fora col suo vestimento;
e di sotto da quel trasse due chiavi.
L'una era d'oro e l'altra era d'argento;
pria con la bianca e poscia con la gialla
fece a la porta si, ch'i' fu' contento.
<<Quandunque l'una d'este chiavi falla,
che non si volga dritta per la toppa>>,
diss' elli a noi, <<non s'apre questa calla.
Piu cara e l'una; ma l'altra vuol troppa
d'arte e d'ingegno avanti che diserri,
perch' ella e quella che 'l nodo digroppa.
Da Pier le tegno; e dissemi ch'i' erri
anzi ad aprir ch'a tenerla serrata,
pur che la gente a' piedi mi s'atterri>>.
Poi pinse l'uscio a la porta sacrata,
dicendo: <<Intrate; ma facciovi accorti
che di fuor torna chi 'n dietro si guata>>.
E quando fuor ne' cardini distorti
li spigoli di quella regge sacra,
che di metallo son sonanti e forti,
non rugghio si ne si mostro si acra
Tarpea, come tolto le fu il buono
Metello, per che poi rimase macra.
Io mi rivolsi attento al primo tuono,
e 'Te Deum laudamus' mi parea
udire in voce mista al dolce suono.
Tale imagine a punto mi rendea
cio ch'io udiva, qual prender si suole
quando a cantar con organi si stea;
ch'or si or no s'intendon le parole.
Purgatorio ? Canto X
Poi fummo dentro al soglio de la porta
che 'l mal amor de l'anime disusa,
perche fa parer dritta la via torta,
sonando la senti' esser richiusa;
e s'io avesse li occhi volti ad essa,
qual fora stata al fallo degna scusa?
Noi salavam per una pietra fessa,
che si moveva e d'una e d'altra parte,
si come l'onda che fugge e s'appressa.
<<Qui si conviene usare un poco d'arte>>,
comincio 'l duca mio, <<in accostarsi
or quinci, or quindi al lato che si parte>>.
E questo fece i nostri passi scarsi,
tanto che pria lo scemo de la luna
rigiunse al letto suo per ricorcarsi,
che noi fossimo fuor di quella cruna;
ma quando fummo liberi e aperti
su dove il monte in dietro si rauna,
io stancato e amendue incerti
di nostra via, restammo in su un piano
solingo piu che strade per diserti.
Da la sua sponda, ove confina il vano,
al pie de l'alta ripa che pur sale,
misurrebbe in tre volte un corpo umano;
e quanto l'occhio mio potea trar d'ale,
or dal sinistro e or dal destro fianco,
questa cornice mi parea cotale.
La su non eran mossi i pie nostri anco,
quand' io conobbi quella ripa intorno
che dritto di salita aveva manco,
esser di marmo candido e addorno
d'intagli si, che non pur Policleto,
ma la natura li avrebbe scorno.
L'angel che venne in terra col decreto
de la molt' anni lagrimata pace,
ch'aperse il ciel del suo lungo divieto,
dinanzi a noi pareva si verace
quivi intagliato in un atto soave,
che non sembiava imagine che tace.
Giurato si saria ch'el dicesse 'Ave! ';
perche iv' era imaginata quella
ch'ad aprir l'alto amor volse la chiave;
e avea in atto impressa esta favella
'Ecce ancilla Dei', propriamente
come figura in cera si suggella.
<<Non tener pur ad un loco la mente>>,
disse 'l dolce maestro, che m'avea
da quella parte onde 'l cuore ha la gente.
Per ch'i' mi mossi col viso, e vedea
di retro da Maria, da quella costa
onde m'era colui che mi movea,
un'altra storia ne la roccia imposta;
per ch'io varcai Virgilio, e fe'mi presso,
accio che fosse a li occhi miei disposta.
Era intagliato li nel marmo stesso
lo carro e ' buoi, traendo l'arca santa,
per che si teme officio non commesso.
Dinanzi parea gente; e tutta quanta,
partita in sette cori, a' due mie' sensi
faceva dir l'un 'No', l'altro 'Si, canta'.
Similemente al fummo de li 'ncensi
che v'era imaginato, li occhi e 'l naso
e al si e al no discordi fensi.
Li precedeva al benedetto vaso,
trescando alzato, l'umile salmista,
e piu e men che re era in quel caso.
Di contra, effigiata ad una vista
d'un gran palazzo, Micol ammirava
si come donna dispettosa e trista.
I' mossi i pie del loco dov' io stava,
per avvisar da presso un'altra istoria,
che di dietro a Micol mi biancheggiava.
Quiv' era storiata l'alta gloria
del roman principato, il cui valore
mosse Gregorio a la sua gran vittoria;
i' dico di Traiano imperadore;
e una vedovella li era al freno,
di lagrime atteggiata e di dolore.
Intorno a lui parea calcato e pieno
di cavalieri, e l'aguglie ne l'oro
sovr' essi in vista al vento si movieno.
La miserella intra tutti costoro
pareva dir: <<Segnor, fammi vendetta
di mio figliuol ch'e morto, ond' io m'accoro>>;
ed elli a lei rispondere: <<Or aspetta
tanto ch'i' torni>>; e quella: <<Segnor mio>>,
come persona in cui dolor s'affretta,
<<se tu non torni?