'Salve, Regina' in sul verde e 'n su' fiori
quindi seder cantando anime vidi,
che per la valle non parean di fuori.
quindi seder cantando anime vidi,
che per la valle non parean di fuori.
Dante - La Divina Commedia
Ma vedi gia come dichina il giorno,
e andar su di notte non si puote;
pero e buon pensar di bel soggiorno.
Anime sono a destra qua remote;
se mi consenti, io ti merro ad esse,
e non sanza diletto ti fier note>>.
<<Com' e cio? >>, fu risposto. <<Chi volesse
salir di notte, fora elli impedito
d'altrui, o non sarria che non potesse? >>.
E 'l buon Sordello in terra frego 'l dito,
dicendo: <<Vedi? sola questa riga
non varcheresti dopo 'l sol partito:
non pero ch'altra cosa desse briga,
che la notturna tenebra, ad ir suso;
quella col nonpoder la voglia intriga.
Ben si poria con lei tornare in giuso
e passeggiar la costa intorno errando,
mentre che l'orizzonte il di tien chiuso>>.
Allora il mio segnor, quasi ammirando,
<<Menane>>, disse, <<dunque la 've dici
ch'aver si puo diletto dimorando>>.
Poco allungati c'eravam di lici,
quand' io m'accorsi che 'l monte era scemo,
a guisa che i vallon li sceman quici.
<<Cola>>, disse quell' ombra, <<n'anderemo
dove la costa face di se grembo;
e la il novo giorno attenderemo>>.
Tra erto e piano era un sentiero schembo,
che ne condusse in fianco de la lacca,
la dove piu ch'a mezzo muore il lembo.
Oro e argento fine, cocco e biacca,
indaco, legno lucido e sereno,
fresco smeraldo in l'ora che si fiacca,
da l'erba e da li fior, dentr' a quel seno
posti, ciascun saria di color vinto,
come dal suo maggiore e vinto il meno.
Non avea pur natura ivi dipinto,
ma di soavita di mille odori
vi facea uno incognito e indistinto.
'Salve, Regina' in sul verde e 'n su' fiori
quindi seder cantando anime vidi,
che per la valle non parean di fuori.
<<Prima che 'l poco sole omai s'annidi>>,
comincio 'l Mantoan che ci avea volti,
<<tra color non vogliate ch'io vi guidi.
Di questo balzo meglio li atti e ' volti
conoscerete voi di tutti quanti,
che ne la lama giu tra essi accolti.
Colui che piu siede alto e fa sembianti
d'aver negletto cio che far dovea,
e che non move bocca a li altrui canti,
Rodolfo imperador fu, che potea
sanar le piaghe c'hanno Italia morta,
si che tardi per altri si ricrea.
L'altro che ne la vista lui conforta,
resse la terra dove l'acqua nasce
che Molta in Albia, e Albia in mar ne porta:
Ottacchero ebbe nome, e ne le fasce
fu meglio assai che Vincislao suo figlio
barbuto, cui lussuria e ozio pasce.
E quel nasetto che stretto a consiglio
par con colui c'ha si benigno aspetto,
mori fuggendo e disfiorando il giglio:
guardate la come si batte il petto!
L'altro vedete c'ha fatto a la guancia
de la sua palma, sospirando, letto.
Padre e suocero son del mal di Francia:
sanno la vita sua viziata e lorda,
e quindi viene il duol che si li lancia.
Quel che par si membruto e che s'accorda,
cantando, con colui dal maschio naso,
d'ogne valor porto cinta la corda;
e se re dopo lui fosse rimaso
lo giovanetto che retro a lui siede,
ben andava il valor di vaso in vaso,
che non si puote dir de l'altre rede;
Iacomo e Federigo hanno i reami;
del retaggio miglior nessun possiede.
Rade volte risurge per li rami
l'umana probitate; e questo vole
quei che la da, perche da lui si chiami.
Anche al nasuto vanno mie parole
non men ch'a l'altro, Pier, che con lui canta,
onde Puglia e Proenza gia si dole.
Tant' e del seme suo minor la pianta,
quanto, piu che Beatrice e Margherita,
Costanza di marito ancor si vanta.
Vedete il re de la semplice vita
seder la solo, Arrigo d'Inghilterra:
questi ha ne' rami suoi migliore uscita.
Quel che piu basso tra costor s'atterra,
guardando in suso, e Guiglielmo marchese,
per cui e Alessandria e la sua guerra
fa pianger Monferrato e Canavese>>.
Purgatorio ? Canto VIII
Era gia l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core
lo di c'han detto ai dolci amici addio;
e che lo novo peregrin d'amore
punge, se ode squilla di lontano
che paia il giorno pianger che si more;
quand' io incominciai a render vano
l'udire e a mirare una de l'alme
surta, che l'ascoltar chiedea con mano.