Di quella valle fu' io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano.
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano.
Dante - La Divina Commedia
>>.
Onde la luce che m'era ancor nova,
del suo profondo, ond' ella pria cantava,
seguette come a cui di ben far giova:
<<In quella parte de la terra prava
italica che siede tra Rialto
e le fontane di Brenta e di Piava,
si leva un colle, e non surge molt' alto,
la onde scese gia una facella
che fece a la contrada un grande assalto.
D'una radice nacqui e io ed ella:
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perche mi vinse il lume d'esta stella;
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte, e non mi noia;
che parria forse forte al vostro vulgo.
Di questa luculenta e cara gioia
del nostro cielo che piu m'e propinqua,
grande fama rimase; e pria che moia,
questo centesimo anno ancor s'incinqua:
vedi se far si dee l'omo eccellente,
si ch'altra vita la prima relinqua.
E cio non pensa la turba presente
che Tagliamento e Adice richiude,
ne per esser battuta ancor si pente;
ma tosto fia che Padova al palude
cangera l'acqua che Vincenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
e dove Sile e Cagnan s'accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che gia per lui carpir si fa la ragna.
Piangera Feltro ancora la difalta
de l'empio suo pastor, che sara sconcia
si, che per simil non s'entro in malta.
Troppo sarebbe larga la bigoncia
che ricevesse il sangue ferrarese,
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,
che donera questo prete cortese
per mostrarsi di parte; e cotai doni
conformi fieno al viver del paese.
Su sono specchi, voi dicete Troni,
onde refulge a noi Dio giudicante;
si che questi parlar ne paion buoni>>.
Qui si tacette; e fecemi sembiante
che fosse ad altro volta, per la rota
in che si mise com' era davante.
L'altra letizia, che m'era gia nota
per cara cosa, mi si fece in vista
qual fin balasso in che lo sol percuota.
Per letiziar la su fulgor s'acquista,
si come riso qui; ma giu s'abbuia
l'ombra di fuor, come la mente e trista.
<<Dio vede tutto, e tuo veder s'inluia>>,
diss' io, <<beato spirto, si che nulla
voglia di se a te puot' esser fuia.
Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla
sempre col canto di quei fuochi pii
che di sei ali facen la coculla,
perche non satisface a' miei disii?
Gia non attendere' io tua dimanda,
s'io m'intuassi, come tu t'inmii>>.
<<La maggior valle in che l'acqua si spanda>>,
incominciaro allor le sue parole,
<<fuor di quel mar che la terra inghirlanda,
tra ' discordanti liti contra 'l sole
tanto sen va, che fa meridiano
la dove l'orizzonte pria far suole.
Di quella valle fu' io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano.
Ad un occaso quasi e ad un orto
Buggea siede e la terra ond' io fui,
che fe del sangue suo gia caldo il porto.
Folco mi disse quella gente a cui
fu noto il nome mio; e questo cielo
di me s'imprenta, com' io fe' di lui;
che piu non arse la figlia di Belo,
noiando e a Sicheo e a Creusa,
di me, infin che si convenne al pelo;
ne quella Rodopea che delusa
fu da Demofoonte, ne Alcide
quando Iole nel core ebbe rinchiusa.
Non pero qui si pente, ma si ride,
non de la colpa, ch'a mente non torna,
ma del valor ch'ordino e provide.
Qui si rimira ne l'arte ch'addorna
cotanto affetto, e discernesi 'l bene
per che 'l mondo di su quel di giu torna.
Ma perche tutte le tue voglie piene
ten porti che son nate in questa spera,
proceder ancor oltre mi convene.
Tu vuo' saper chi e in questa lumera
che qui appresso me cosi scintilla
come raggio di sole in acqua mera.
Or sappi che la entro si tranquilla
Raab; e a nostr' ordine congiunta,
di lei nel sommo grado si sigilla.
Da questo cielo, in cui l'ombra s'appunta
che 'l vostro mondo face, pria ch'altr' alma
del triunfo di Cristo fu assunta.
Ben si convenne lei lasciar per palma
in alcun cielo de l'alta vittoria
che s'acquisto con l'una e l'altra palma,
perch' ella favoro la prima gloria
di Iosue in su la Terra Santa,
che poco tocca al papa la memoria.
La tua citta, che di colui e pianta
che pria volse le spalle al suo fattore
e di cui e la 'nvidia tanto pianta,
produce e spande il maladetto fiore
c'ha disviate le pecore e li agni,
pero che fatto ha lupo del pastore.
Per questo l'Evangelio e i dottor magni
son derelitti, e solo ai Decretali
si studia, si che pare a' lor vivagni.
A questo intende il papa e ' cardinali;
non vanno i lor pensieri a Nazarette,
la dove Gabriello aperse l'ali.
Ma Vaticano e l'altre parti elette
di Roma che son state cimitero
a la milizia che Pietro seguette,
tosto libere fien de l'avoltero>>.
Paradiso ? Canto X
Guardando nel suo Figlio con l'Amore
che l'uno e l'altro etternalmente spira,
lo primo e ineffabile Valore
quanto per mente e per loco si gira
con tant' ordine fe, ch'esser non puote
sanza gustar di lui chi cio rimira.
Onde la luce che m'era ancor nova,
del suo profondo, ond' ella pria cantava,
seguette come a cui di ben far giova:
<<In quella parte de la terra prava
italica che siede tra Rialto
e le fontane di Brenta e di Piava,
si leva un colle, e non surge molt' alto,
la onde scese gia una facella
che fece a la contrada un grande assalto.
D'una radice nacqui e io ed ella:
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perche mi vinse il lume d'esta stella;
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte, e non mi noia;
che parria forse forte al vostro vulgo.
Di questa luculenta e cara gioia
del nostro cielo che piu m'e propinqua,
grande fama rimase; e pria che moia,
questo centesimo anno ancor s'incinqua:
vedi se far si dee l'omo eccellente,
si ch'altra vita la prima relinqua.
E cio non pensa la turba presente
che Tagliamento e Adice richiude,
ne per esser battuta ancor si pente;
ma tosto fia che Padova al palude
cangera l'acqua che Vincenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
e dove Sile e Cagnan s'accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che gia per lui carpir si fa la ragna.
Piangera Feltro ancora la difalta
de l'empio suo pastor, che sara sconcia
si, che per simil non s'entro in malta.
Troppo sarebbe larga la bigoncia
che ricevesse il sangue ferrarese,
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,
che donera questo prete cortese
per mostrarsi di parte; e cotai doni
conformi fieno al viver del paese.
Su sono specchi, voi dicete Troni,
onde refulge a noi Dio giudicante;
si che questi parlar ne paion buoni>>.
Qui si tacette; e fecemi sembiante
che fosse ad altro volta, per la rota
in che si mise com' era davante.
L'altra letizia, che m'era gia nota
per cara cosa, mi si fece in vista
qual fin balasso in che lo sol percuota.
Per letiziar la su fulgor s'acquista,
si come riso qui; ma giu s'abbuia
l'ombra di fuor, come la mente e trista.
<<Dio vede tutto, e tuo veder s'inluia>>,
diss' io, <<beato spirto, si che nulla
voglia di se a te puot' esser fuia.
Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla
sempre col canto di quei fuochi pii
che di sei ali facen la coculla,
perche non satisface a' miei disii?
Gia non attendere' io tua dimanda,
s'io m'intuassi, come tu t'inmii>>.
<<La maggior valle in che l'acqua si spanda>>,
incominciaro allor le sue parole,
<<fuor di quel mar che la terra inghirlanda,
tra ' discordanti liti contra 'l sole
tanto sen va, che fa meridiano
la dove l'orizzonte pria far suole.
Di quella valle fu' io litorano
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano.
Ad un occaso quasi e ad un orto
Buggea siede e la terra ond' io fui,
che fe del sangue suo gia caldo il porto.
Folco mi disse quella gente a cui
fu noto il nome mio; e questo cielo
di me s'imprenta, com' io fe' di lui;
che piu non arse la figlia di Belo,
noiando e a Sicheo e a Creusa,
di me, infin che si convenne al pelo;
ne quella Rodopea che delusa
fu da Demofoonte, ne Alcide
quando Iole nel core ebbe rinchiusa.
Non pero qui si pente, ma si ride,
non de la colpa, ch'a mente non torna,
ma del valor ch'ordino e provide.
Qui si rimira ne l'arte ch'addorna
cotanto affetto, e discernesi 'l bene
per che 'l mondo di su quel di giu torna.
Ma perche tutte le tue voglie piene
ten porti che son nate in questa spera,
proceder ancor oltre mi convene.
Tu vuo' saper chi e in questa lumera
che qui appresso me cosi scintilla
come raggio di sole in acqua mera.
Or sappi che la entro si tranquilla
Raab; e a nostr' ordine congiunta,
di lei nel sommo grado si sigilla.
Da questo cielo, in cui l'ombra s'appunta
che 'l vostro mondo face, pria ch'altr' alma
del triunfo di Cristo fu assunta.
Ben si convenne lei lasciar per palma
in alcun cielo de l'alta vittoria
che s'acquisto con l'una e l'altra palma,
perch' ella favoro la prima gloria
di Iosue in su la Terra Santa,
che poco tocca al papa la memoria.
La tua citta, che di colui e pianta
che pria volse le spalle al suo fattore
e di cui e la 'nvidia tanto pianta,
produce e spande il maladetto fiore
c'ha disviate le pecore e li agni,
pero che fatto ha lupo del pastore.
Per questo l'Evangelio e i dottor magni
son derelitti, e solo ai Decretali
si studia, si che pare a' lor vivagni.
A questo intende il papa e ' cardinali;
non vanno i lor pensieri a Nazarette,
la dove Gabriello aperse l'ali.
Ma Vaticano e l'altre parti elette
di Roma che son state cimitero
a la milizia che Pietro seguette,
tosto libere fien de l'avoltero>>.
Paradiso ? Canto X
Guardando nel suo Figlio con l'Amore
che l'uno e l'altro etternalmente spira,
lo primo e ineffabile Valore
quanto per mente e per loco si gira
con tant' ordine fe, ch'esser non puote
sanza gustar di lui chi cio rimira.