Canto XI
O insensata cura de' mortali,
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter l'ali!
O insensata cura de' mortali,
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter l'ali!
Dante - La Divina Commedia
Io fui de li agni de la santa greggia
che Domenico mena per cammino
u' ben s'impingua se non si vaneggia.
Questi che m'e a destra piu vicino,
frate e maestro fummi, ed esso Alberto
e di Cologna, e io Thomas d'Aquino.
Se si di tutti li altri esser vuo' certo,
di retro al mio parlar ten vien col viso
girando su per lo beato serto.
Quell' altro fiammeggiare esce del riso
di Grazian, che l'uno e l'altro foro
aiuto si che piace in paradiso.
L'altro ch'appresso addorna il nostro coro,
quel Pietro fu che con la poverella
offerse a Santa Chiesa suo tesoro.
La quinta luce, ch'e tra noi piu bella,
spira di tale amor, che tutto 'l mondo
la giu ne gola di saper novella:
entro v'e l'alta mente u' si profondo
saver fu messo, che, se 'l vero e vero,
a veder tanto non surse il secondo.
Appresso vedi il lume di quel cero
che giu in carne piu a dentro vide
l'angelica natura e 'l ministero.
Ne l'altra piccioletta luce ride
quello avvocato de' tempi cristiani
del cui latino Augustin si provide.
Or se tu l'occhio de la mente trani
di luce in luce dietro a le mie lode,
gia de l'ottava con sete rimani.
Per vedere ogne ben dentro vi gode
l'anima santa che 'l mondo fallace
fa manifesto a chi di lei ben ode.
Lo corpo ond' ella fu cacciata giace
giuso in Cieldauro; ed essa da martiro
e da essilio venne a questa pace.
Vedi oltre fiammeggiar l'ardente spiro
d'Isidoro, di Beda e di Riccardo,
che a considerar fu piu che viro.
Questi onde a me ritorna il tuo riguardo,
e 'l lume d'uno spirto che 'n pensieri
gravi a morir li parve venir tardo:
essa e la luce etterna di Sigieri,
che, leggendo nel Vico de li Strami,
silogizzo invidiosi veri>>.
Indi, come orologio che ne chiami
ne l'ora che la sposa di Dio surge
a mattinar lo sposo perche l'ami,
che l'una parte e l'altra tira e urge,
tin tin sonando con si dolce nota,
che 'l ben disposto spirto d'amor turge;
cosi vid' io la gloriosa rota
muoversi e render voce a voce in tempra
e in dolcezza ch'esser non po nota
se non cola dove gioir s'insempra.
Paradiso ?
Canto XI
O insensata cura de' mortali,
quanto son difettivi silogismi
quei che ti fanno in basso batter l'ali!
Chi dietro a iura e chi ad amforismi
sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
e chi regnar per forza o per sofismi,
e chi rubare e chi civil negozio,
chi nel diletto de la carne involto
s'affaticava e chi si dava a l'ozio,
quando, da tutte queste cose sciolto,
con Beatrice m'era suso in cielo
cotanto gloriosamente accolto.
Poi che ciascuno fu tornato ne lo
punto del cerchio in che avanti s'era,
fermossi, come a candellier candelo.
E io senti' dentro a quella lumera
che pria m'avea parlato, sorridendo
incominciar, faccendosi piu mera:
<<Cosi com' io del suo raggio resplendo,
si, riguardando ne la luce etterna,
li tuoi pensieri onde cagioni apprendo.
Tu dubbi, e hai voler che si ricerna
in si aperta e 'n si distesa lingua
lo dicer mio, ch'al tuo sentir si sterna,
ove dinanzi dissi: "U' ben s'impingua",
e la u' dissi: "Non nacque il secondo";
e qui e uopo che ben si distingua.
La provedenza, che governa il mondo
con quel consiglio nel quale ogne aspetto
creato e vinto pria che vada al fondo,
pero che andasse ver' lo suo diletto
la sposa di colui ch'ad alte grida
disposo lei col sangue benedetto,
in se sicura e anche a lui piu fida,
due principi ordino in suo favore,
che quinci e quindi le fosser per guida.
L'un fu tutto serafico in ardore;
l'altro per sapienza in terra fue
di cherubica luce uno splendore.
De l'un diro, pero che d'amendue
si dice l'un pregiando, qual ch'om prende,
perch' ad un fine fur l'opere sue.
Intra Tupino e l'acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, la dov' ella frange
piu sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Pero chi d'esso loco fa parole,
non dica Ascesi, che direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole.
Non era ancor molto lontan da l'orto,
ch'el comincio a far sentir la terra
de la sua gran virtute alcun conforto;
che per tal donna, giovinetto, in guerra
del padre corse, a cui, come a la morte,
la porta del piacer nessun diserra;
e dinanzi a la sua spirital corte
et coram patre le si fece unito;
poscia di di in di l'amo piu forte.
Questa, privata del primo marito,
millecent' anni e piu dispetta e scura
fino a costui si stette sanza invito;
ne valse udir che la trovo sicura
con Amiclate, al suon de la sua voce,
colui ch'a tutto 'l mondo fe paura;
ne valse esser costante ne feroce,
si che, dove Maria rimase giuso,
ella con Cristo pianse in su la croce.
Ma perch' io non proceda troppo chiuso,
Francesco e Poverta per questi amanti
prendi oramai nel mio parlar diffuso.
La lor concordia e i lor lieti sembianti,
amore e maraviglia e dolce sguardo
facieno esser cagion di pensier santi;
tanto che 'l venerabile Bernardo
si scalzo prima, e dietro a tanta pace
corse e, correndo, li parve esser tardo.
Oh ignota ricchezza!