Tra l'erba e ' fior venia la mala striscia,
volgendo ad ora ad or la testa, e 'l dosso
leccando come bestia che si liscia.
volgendo ad ora ad or la testa, e 'l dosso
leccando come bestia che si liscia.
Dante - La Divina Commedia
L'uno a Virgilio e l'altro a un si volse
che sedea li, gridando: <<Su, Currado!
vieni a veder che Dio per grazia volse>>.
Poi, volto a me: <<Per quel singular grado
che tu dei a colui che si nasconde
lo suo primo perche, che non li e guado,
quando sarai di la da le larghe onde,
di a Giovanna mia che per me chiami
la dove a li 'nnocenti si risponde.
Non credo che la sua madre piu m'ami,
poscia che trasmuto le bianche bende,
le quai convien che, misera! , ancor brami.
Per lei assai di lieve si comprende
quanto in femmina foco d'amor dura,
se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.
Non le fara si bella sepultura
la vipera che Melanesi accampa,
com' avria fatto il gallo di Gallura>>.
Cosi dicea, segnato de la stampa,
nel suo aspetto, di quel dritto zelo
che misuratamente in core avvampa.
Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo,
pur la dove le stelle son piu tarde,
si come rota piu presso a lo stelo.
E 'l duca mio: <<Figliuol, che la su guarde? >>.
E io a lui: <<A quelle tre facelle
di che 'l polo di qua tutto quanto arde>>.
Ond' elli a me: <<Le quattro chiare stelle
che vedevi staman, son di la basse,
e queste son salite ov' eran quelle>>.
Com' ei parlava, e Sordello a se il trasse
dicendo: <<Vedi la 'l nostro avversaro>>;
e drizzo il dito perche 'n la guardasse.
Da quella parte onde non ha riparo
la picciola vallea, era una biscia,
forse qual diede ad Eva il cibo amaro.
Tra l'erba e ' fior venia la mala striscia,
volgendo ad ora ad or la testa, e 'l dosso
leccando come bestia che si liscia.
Io non vidi, e pero dicer non posso,
come mosser li astor celestiali;
ma vidi bene e l'uno e l'altro mosso.
Sentendo fender l'aere a le verdi ali,
fuggi 'l serpente, e li angeli dier volta,
suso a le poste rivolando iguali.
L'ombra che s'era al giudice raccolta
quando chiamo, per tutto quello assalto
punto non fu da me guardare sciolta.
<<Se la lucerna che ti mena in alto
truovi nel tuo arbitrio tanta cera
quant' e mestiere infino al sommo smalto>>,
comincio ella, <<se novella vera
di Val di Magra o di parte vicina
sai, dillo a me, che gia grande la era.
Fui chiamato Currado Malaspina;
non son l'antico, ma di lui discesi;
a' miei portai l'amor che qui raffina>>.
<<Oh! >>, diss' io lui, <<per li vostri paesi
gia mai non fui; ma dove si dimora
per tutta Europa ch'ei non sien palesi?
La fama che la vostra casa onora,
grida i segnori e grida la contrada,
si che ne sa chi non vi fu ancora;
e io vi giuro, s'io di sopra vada,
che vostra gente onrata non si sfregia
del pregio de la borsa e de la spada.
Uso e natura si la privilegia,
che, perche il capo reo il mondo torca,
sola va dritta e 'l mal cammin dispregia>>.
Ed elli: <<Or va; che 'l sol non si ricorca
sette volte nel letto che 'l Montone
con tutti e quattro i pie cuopre e inforca,
che cotesta cortese oppinione
ti fia chiavata in mezzo de la testa
con maggior chiovi che d'altrui sermone,
se corso di giudicio non s'arresta>>.
Purgatorio ? Canto IX
La concubina di Titone antico
gia s'imbiancava al balco d'oriente,
fuor de le braccia del suo dolce amico;
di gemme la sua fronte era lucente,
poste in figura del freddo animale
che con la coda percuote la gente;
e la notte, de' passi con che sale,
fatti avea due nel loco ov' eravamo,
e 'l terzo gia chinava in giuso l'ale;
quand' io, che meco avea di quel d'Adamo,
vinto dal sonno, in su l'erba inchinai
la 've gia tutti e cinque sedavamo.
Ne l'ora che comincia i tristi lai
la rondinella presso a la mattina,
forse a memoria de' suo' primi guai,
e che la mente nostra, peregrina
piu da la carne e men da' pensier presa,
a le sue vision quasi e divina,
in sogno mi parea veder sospesa
un'aguglia nel ciel con penne d'oro,
con l'ali aperte e a calare intesa;
ed esser mi parea la dove fuoro
abbandonati i suoi da Ganimede,
quando fu ratto al sommo consistoro.
Fra me pensava: 'Forse questa fiede
pur qui per uso, e forse d'altro loco
disdegna di portarne suso in piede'.
Poi mi parea che, poi rotata un poco,
terribil come folgor discendesse,
e me rapisse suso infino al foco.