S'io fossi pur di tanto ancor leggero
ch'i' potessi in cent' anni andare un'oncia,
io sarei messo gia per lo sentiero,
cercando lui tra questa gente sconcia,
con tutto ch'ella volge undici miglia,
e men d'un mezzo di traverso non ci ha.
ch'i' potessi in cent' anni andare un'oncia,
io sarei messo gia per lo sentiero,
cercando lui tra questa gente sconcia,
con tutto ch'ella volge undici miglia,
e men d'un mezzo di traverso non ci ha.
Dante - La Divina Commedia
L'una giunse a Capocchio, e in sul nodo
del collo l'assanno, si che, tirando,
grattar li fece il ventre al fondo sodo.
E l'Aretin che rimase, tremando
mi disse: <<Quel folletto e Gianni Schicchi,
e va rabbioso altrui cosi conciando>>.
<<Oh>>, diss' io lui, <<se l'altro non ti ficchi
li denti a dosso, non ti sia fatica
a dir chi e, pria che di qui si spicchi>>.
Ed elli a me: <<Quell' e l'anima antica
di Mirra scellerata, che divenne
al padre, fuor del dritto amore, amica.
Questa a peccar con esso cosi venne,
falsificando se in altrui forma,
come l'altro che la sen va, sostenne,
per guadagnar la donna de la torma,
falsificare in se Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma>>.
E poi che i due rabbiosi fuor passati
sovra cu' io avea l'occhio tenuto,
rivolsilo a guardar li altri mal nati.
Io vidi un, fatto a guisa di leuto,
pur ch'elli avesse avuta l'anguinaia
tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto.
La grave idropesi, che si dispaia
le membra con l'omor che mal converte,
che 'l viso non risponde a la ventraia,
faceva lui tener le labbra aperte
come l'etico fa, che per la sete
l'un verso 'l mento e l'altro in su rinverte.
<<O voi che sanz' alcuna pena siete,
e non so io perche, nel mondo gramo>>,
diss' elli a noi, <<guardate e attendete
a la miseria del maestro Adamo;
io ebbi, vivo, assai di quel ch'i' volli,
e ora, lasso! , un gocciol d'acqua bramo.
Li ruscelletti che d'i verdi colli
del Casentin discendon giuso in Arno,
faccendo i lor canali freddi e molli,
sempre mi stanno innanzi, e non indarno,
che l'imagine lor vie piu m'asciuga
che 'l male ond' io nel volto mi discarno.
La rigida giustizia che mi fruga
tragge cagion del loco ov' io peccai
a metter piu li miei sospiri in fuga.
Ivi e Romena, la dov' io falsai
la lega suggellata del Batista;
per ch'io il corpo su arso lasciai.
Ma s'io vedessi qui l'anima trista
di Guido o d'Alessandro o di lor frate,
per Fonte Branda non darei la vista.
Dentro c'e l'una gia, se l'arrabbiate
ombre che vanno intorno dicon vero;
ma che mi val, c'ho le membra legate?
S'io fossi pur di tanto ancor leggero
ch'i' potessi in cent' anni andare un'oncia,
io sarei messo gia per lo sentiero,
cercando lui tra questa gente sconcia,
con tutto ch'ella volge undici miglia,
e men d'un mezzo di traverso non ci ha.
Io son per lor tra si fatta famiglia;
e' m'indussero a batter li fiorini
ch'avevan tre carati di mondiglia>>.
E io a lui: <<Chi son li due tapini
che fumman come man bagnate 'l verno,
giacendo stretti a' tuoi destri confini? >>.
<<Qui li trovai--e poi volta non dierno-->>,
rispuose, <<quando piovvi in questo greppo,
e non credo che dieno in sempiterno.
L'una e la falsa ch'accuso Gioseppo;
l'altr' e 'l falso Sinon greco di Troia:
per febbre aguta gittan tanto leppo>>.
E l'un di lor, che si reco a noia
forse d'esser nomato si oscuro,
col pugno li percosse l'epa croia.
Quella sono come fosse un tamburo;
e mastro Adamo li percosse il volto
col braccio suo, che non parve men duro,
dicendo a lui: <<Ancor che mi sia tolto
lo muover per le membra che son gravi,
ho io il braccio a tal mestiere sciolto>>.
Ond' ei rispuose: <<Quando tu andavi
al fuoco, non l'avei tu cosi presto;
ma si e piu l'avei quando coniavi>>.
E l'idropico: <<Tu di' ver di questo:
ma tu non fosti si ver testimonio
la 've del ver fosti a Troia richesto>>.
<<S'io dissi falso, e tu falsasti il conio>>,
disse Sinon; <<e son qui per un fallo,
e tu per piu ch'alcun altro demonio! >>.
<<Ricorditi, spergiuro, del cavallo>>,
rispuose quel ch'avea infiata l'epa;
<<e sieti reo che tutto il mondo sallo! >>.
<<E te sia rea la sete onde ti crepa>>,
disse 'l Greco, <<la lingua, e l'acqua marcia
che 'l ventre innanzi a li occhi si t'assiepa! >>.